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CASA CON TORCHIO
Con piacere, ed anche una punta di orgoglio, riassumiamo le tappe principali caratterizzanti questo intervento di recupero storico culturale, che ha il pregio di consegnare alle future generazioni uno dei segni più tangibili e concreti dei "tempi che furono".
Dapprima vorremmo sottolineare come la realizzazione di questo ambizioso progetto sia avvenuta grazie anche ai contributi versati dalla stragrande maggioranza dei nostri cittadini che, oltre ad assumere importanza nell'ottica finanziaria, ci hanno incoraggiati a superare parecchie difficoltà.
L'idea di procedere a questo restauro prese vita nel corso dell'anno 1995, quando sul tavolo del Municipio si venne a conoscenza dell'intenzione dei proprietari di vendere lo stabile che custodiva al suo intermo un prezioso cimelio costituito dal vecchio torchio piemontese risalente alla metà dell'Ottocento.
Tredici anni dopo possiamo affermare che quella compagine municipale ebbe la giusta visione iscrivendolo nei monumenti storici cantonali ed elaborando una procedura che ne permettesse il restauro, nell'intento di riportare lo stabile ed il suo contenuto all'antico splendore.
Il Consiglio Comunale avvallò infatti subito l'idea municipale ed all'unanimità stanziò i Fr. 50'000.--, necessari all'acquisto (poi ridotti a 35'000.- a seguito di un contributo cantonale) e nei primi mesi dell'anno 1996 fu avviato l'iter procedurale per il recupero vero e proprio dello stabile.
La Sezione di architettura della SUPSI cantonale si prese a carico il compito di effettuare i rilievi dello stabile che, di fatto, diede inizio al laborioso iter procedurale per il futuro restauro.
Il passo successivo fu quello di invitare alcuni studi d'architettura della regione a presentare in forma anonima un'idea di progetto, poi esposti alla popolazione ed al Consiglio Comunale, con l'obbiettivo di coinvolgere tutti attivamente nell'iniziativa di restauro.
La prima vera difficoltà affiorò quando l'ufficio dei Beni Culturali bocciò su tutta la linea l'idea di progetto per il restauro, prescelta in modo unanime da Municipio e Consiglio Comunale e che raccolse il 90% dei consensi espressi dalla popolazione.
Dopo un buon periodo di riflessione e qualche diatriba all'interno dell'Esecutivo, si decise comunque di procedere, per il tramite dello studio d'architettura Feroldi-Nairetti, ad una concertazione con l'ufficio dei Beni Culturali, volta a trovare una soluzione di restauro che fosse condivisa e praticabile a tutti.
Questo periodo interlocutorio con l'ente Cantonale portò infine al progetto attuato durante gli scorsi anni.
Contemporaneamente i contatti con i rappresentanti del Museo etnografico di Leventina di Giornico permisero di intravvedere una concreta opportunità di collaborazione, fino a garantirci la loro preziosa partecipazione in esposizioni di pregiati cimeli legati alla produzione vinicola ed altro.
Per quanto concerne gli aspetti finanziari il preventivo dei costi per l'esecuzione del restauro, come da progetto, era stimato in Fr. 350'000.- ai quali andavano aggiunti ulteriori Fr. 50'000.- già spesi per l'acquisto dello stabile.
Il piano di finanziamento, approvato dal Consiglio Comunale con il messaggio per la richiesta del credito, ha portato ad una sostanziale riduzione dei costi a carico della comunità, grazie ai contributi elargiti dai vari enti, in parte a fondo perso ed in parte sottoforma di prestito LIM.
Molto importante in tal senso è stato l'apporto dell'Ente cantonale mediante la concessione di un prestito LIM, oltre allo stanziamento di un contributo elargito in base alla Legge sul turismo ed un sussidio garantito dall'Ufficio beni Culturali.
La tabella riportata indica in modo esaustivo i proventi di cui l'opera ha beneficiato per il finanziamento degli interventi di restauro:
Fr. 15'000.-- sussidio cantonale iniziale per l'acquisto dello stabile da privati
Fr. 18'000.-- contributi versati dalla popolazione e dalle ditte locali
Fr. 33'000.-- sussidio cantonale preavvisato dall'Ufficio Beni Culturali
Fr. 30'000.-- contributo versato dalla Patenschaft Berggemeinden
Fr. 15'000.-- contributo versato dalla Pro Patria
Fr. 36'000.-- sussidio cantonale in base alla legge sul turismo (Ltur)
Fr. 50'000.-- sussidio LIM cantonale
La rimanenza a carico del comune è quantificata in Fr. 100'000.- ai quali si addizionano i Fr. 100'000.- di prestito LIM Federale da rimborsare in 20 anni, ma senza interessi.
Rassicurante, oltre che ben accetto, lo spirito di collaborazione con il locale Ufficio Patriziale che ha assicurato una partecipazione all'iniziativa.
In tal senso stiamo valutando di concretizzare questa preziosa collaborazione in quegli investimenti volti a garantire in futuro una vitale attività culturale presso la "Casa con Torchio", indispensabile valore aggiunto al prezioso monumento storico.
Il contenuto di questo opuscolo, che siamo lieti di offrire alla popolazione, agli enti sussidianti ed agli artigiani che hanno contribuito alla realizzazione di quest'opera, testimonia ampliamente a favore di questo importante investimento. Duecentomila franchi per la nostra comunità potrebbero apparire una cifra molto importante, ma l'intervento portato a termine è altresì di notevole pregio, a testimonianza di un'epoca ormai quasi dimenticata.
Il contributo della ricerca storica del Prof. Fabrizio Viscontini, così come la presenza alla cerimonia di inaugurazione del Presidente del Gran Consiglio ticinese Norman Gobbi, unitamente a quella di un altro membro vallerano del Gran Consiglio, il Prof. Franco Celio, hanno pure ampiamente gratificato questa iniziativa.
L'auspicio di questa Autorità, convinta di interpretare quello di tutta la comunità di Personico, è quello di poter rallegrarsi del fatto che l'investimento potrà servire alle future generazioni a non dimenticare le proprie origini, oltre a permettere alle presenti di vivere qualche piacevole ricordo.
Il Municipio